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Come Installare Screen su Linux

La persistenza viene definita come la possibilità di disconnettersi da un terminale senza alcun task in funzione e di riconnettersi tempo dopo anche da una macchina differente senza alcun inconveniente. VNC e il Desktop Remoto sono solo alcuni esempidi terminali persistenti. Con il comando monitor e SSH si possono creare delle sessioni persistenti in ambiente linux.

Installazione di GNU Screen

Eseguire i seguenti comandi su Debian e Ubuntu per garantire che il sistema sia aggiornato e per installare screen:

apt-get update
apt-get upgrade
apt-get install screen
Per CentOS e Fedora, usare i seguenti comandi:

yum update
yum install screen

Avviare la sessione screen

Una volta installato è possibile avviare Screen con il comando screen -s screenname, screenname è il nome utilizzato per identificare in seguito la sessione.

La finestra che si apre è del tutto simile ad una finestra di xterm. Per visualizzare l’elenco delle sessioni aperte :

screen -ls
Otterrai qualcosa come:
There are screens on:
4222.screenname (Attached)
13921.securing (Attached)
2 Sockets in /var/run/screen/user.

Iniziare a lavorare con la sessione di Screen

Nella nostra nuova sessione screenname possiamo, per esempio, lanciare la compilazione di un sorgente e lasciarla “girare”.

Se tempo dopo volessimo collegarci da una macchina remota per verificare lo stato dell’operazione precedentemente lanciata, come prima cosa dovremo collegarci tramite ssh al VPS

ssh remotemachine
e quindi agganciarci alla sessione screen. E’ possibile farlo in diversi modi :
“screen -dr ” sgancerà (detach) la sessione già aperta con un altro terminale e la riaggancerà con il nostro “senza perdere la sessone di lavoro”
“screen -x ” aggancerà (attach) una sessione screen gia’ aperta senza sgancialra. Questo comando e’ utile se volete accedere in due alla stessa sessione in contemporanea
“screen -DDR ” sgancerà (detach) la sessione già aperta con un altro terminale e la riaggancerà con il nostro forzando la cosa se necessario. Questo comando e’ utile nel caso in cui con l’opzione -dr non si riuscisse a prendere il controllo del terminale
“screen -X [comando]” lancerà una sessione screen ma invece di caricare una shell caricherà il comando indicato. Nel caso in cui creiate delle altre finestre screen le stesse lanceranno il comando indicato.
con screen potrete continuare il vostro lavoro come se foste collegati alla vostra sessione di lavoro originaria.

Gestire le Sessioni di Screen

Dopo aver lanciato Screen o esserci collegati ad una sessione esistente, tutte le interazioni con Screeen avverranno attraverso la combinazione dei tasti CTRL+”A” o “C-a” seguiti da altre lettere. Vediamo le seguenti sequenze che rappresentano un subset base di comandi:

“C-a a” invia un comando “C-a al programma o alla shell in esecuzione.
“C-a c” crea una nuova finestra sullo schermo. Le finestre dello schermo sono numerate a partire da 0, ed esegue la shell di default fino a che la sessione screen non viene terminata con il comando “screen -X [command]”.
“C-a “” visualizza un elenco di tutte le sessioni screen attive, compreso il nome assegnato e e l’identificatore
“C-a x” passa alla finestra precedente che si era messa a fuoco. Usare questo per commutare tra due finestre.
“C-a n” e “C-a p” passano il focus rispettivamente alla finestra screen successiva e precedente.
“C-a k” termina la finestra screen corrente.
“C-a A” creerà un prompt permette di cambiare il nome della finestra screen corrente.
“C-a d” stacca la sessione corrente dalla sessione di Screen.
“C-a ?” visualizza una schermata di aiuto che fornisce una panoramica più ampia delle funzioni di Screen.

Molto interessante.

Come Installare Nginx su CentOS

Questa guida spiega come installare Nginx con supporto PHP5 e MySQL su CentOS 5,5

Installazione di MySQL 5

Per prima cosa installare MySQL 5 in questo modo:
yum install mysql mysql-server
Poi creare il link di avvio del sistema per MySQL (MySQL in modo che si avvia automaticamente ogni volta che il sistema si avvia) e avviare il server MySQL
chkconfig –levels 235 mysqld on
/etc/init.d/mysqld start
Controllare ora che il networking sia abilitato. Lanciare
netstat -tap | grep mysql
Dovrebbe essere simile a questo:
[root@server1 ~]# netstat -tap | grep mysql
tcp 0 0 *:mysql *:* LISTEN 2388/mysqld
[root@server1 ~]#
Nel caso fosse diverso, editare /etc/my.cnf e commentare l’opzione skip-networking:
vi /etc/my.cnf
Riavviare il tuo server MySQL:
/etc/init.d/mysqld restart
Lanciare
mysql_secure_installation
impostare una password per l’utente root (altrimenti chiunque può accedere al vostro database MySQL!):
[root@server1 ~]# mysql_secure_installation

Installazione di Nginx

Nginx non è disponibile nei repository ufficiali CentOS, ma c’è un pacchetto disponibile per CentOS 5.x su centos.karan.org . Noi abiliteremo il repository come segue:
cd /etc/yum.repos.d/
wget http://centos.karan.org/kbsingh-CentOS-Extras.repo
Poi apriamo /etc/yum.repos.d/kbsingh-CentOS-Extras.repo …
vi /etc/yum.repos.d/kbsingh-CentOS-Extras.repo
e poniamo gpgcheck a 0 e abilitiamo a 1 nella sezione [kbs-CentOS-Testing]:
[…]
# pkgs in the -Testing repo are not gpg signed
[kbs-CentOS-Testing]
name=CentOS.Karan.Org-EL$releasever – Testing
gpgcheck=0
gpgkey=http://centos.karan.org/RPM-GPG-KEY-karan.org.txt
enabled=1
baseurl=http://centos.karan.org/el$releasever/extras/testing/$basearch/RPMS/
Successivamente si può installare nginx come segue:
yum install nginx
Poi creiamo il link di avvio del sistema per nginx e avviamolo:
chkconfig –levels 235 nginx on
/etc/init.d/nginx start
Digitare l’indirizzo IP del server Web o il nome dell’host in un browser (ad esempio http://localhost), e si dovrebbe vedere una pagina vuota (è vuota perché / usr / share / nginx / html / index.html è vuoto, tuttavia nginx sta lavorando perché altrimenti non avrebbe consegnato questa pagina vuota):

Installazione di PHP5

Noi possiamo far lavorare PHP5 in nginx attraverso FastCGI. Non c’è un package standalone FastCGI per CentOS, quindi usiamo il pacchetto FastCGI di lighttpd (lighttpd-FastCGI) e installiamolo con PHP-cli e alcuni moduli PHP5 come php-mysql che è necessario se si desidera utilizzare MySQL da PHP script:
yum install lighttpd-fastcgi php-cli php-mysql php-gd php-imap php-ldap php-odbc php-pear php-xml php-xmlrpc php-mbstring php-mcrypt php-mssql php-snmp php-soap php-tidy
Poi aprire /etc/php.ini e aggiungere la linea cgi.fix_pathinfo = 1 right at the end of the file:
vi /etc/php.ini
Il pacchetto lighttpd-FastCGI viene fornito con l’eseguibile / usr / bin / spawn-fcgi che possiamo utilizzare per avviare processi FastCGI. Date un’occhiata a
spawn-fcgi –help
per saperne di più. Per avviare un demone PHP FastCGI in ascolto sulla porta 9000 su localhost e in esecuzione come nginx utente e di gruppo, eseguiamo il seguente comando:
/usr/bin/spawn-fcgi -a 127.0.0.1 -p 9000 -u nginx -g nginx -f /usr/bin/php-cgi -P /var/run/fastcgi-php.pid
Non volendo lanciare manualemnte il comando è possibile avviarlo automaticamente ad ogni avvio del sistema, apri /etc/rc.local:
vi /etc/rc.local
e aggiungere il comando alla fine del file:
[…]
/usr/bin/spawn-fcgi -a 127.0.0.1 -p 9000 -u nginx -g nginx -f /usr/bin/php-cgi -P /var/run/fastcgi-php.pid
Configurazione di nginx

La configurazione di nginx si trova in /etc/nginx/nginx.conf :
vi /etc/nginx/nginx.conf
La configurazione è facile dal comprendwere.Gli host virtuali sono definiti dai contenitori a parentesi graffa Modifichiamo vhost come segue:
server {
listen 80;
server_name _;

#charset koi8-r;

#access_log logs/host.access.log main;

location / {
root /usr/share/nginx/html;
index index.php index.html index.htm;
}

error_page 404 /404.html;
location = /404.html {
root /usr/share/nginx/html;
}

# redirect server error pages to the static page /50x.html
#
error_page 500 502 503 504 /50x.html;
location = /50x.html {
root /usr/share/nginx/html;
}

# proxy the PHP scripts to Apache listening on 127.0.0.1:80
#
#location ~ \.php$ {
# proxy_pass http://127.0.0.1;
#}

# pass the PHP scripts to FastCGI server listening on 127.0.0.1:9000
#
location ~ \.php$ {
root /usr/share/nginx/html;
fastcgi_pass 127.0.0.1:9000;
fastcgi_index index.php;
fastcgi_param SCRIPT_FILENAME /usr/share/nginx/html$fastcgi_script_name;
include fastcgi_params;
}

# deny access to .htaccess files, if Apache’s document root
# concurs with nginx’s one
#
location ~ /\.ht {
deny all;
}
}
Salvare il file e riavviare nginx:

/etc/init.d/nginx restart
Creare il seguente file PHP nella root documenti /usr/share/nginx/html :
vi /usr/share/nginx/html/info.php
con i seguenti contenuti:

Aprire il browser e assicurarsi che tutto funzioni correttamente.

Come Installare MySql su Debian

Per installare Mysql su Debian

#apt-get install mysql-server mysql-client libmysqlclient15-dev
Questo installerà tutti i pacchetti richiesti per il server database mysql.

Ora è necessario configurare MySQL per l’ascolto su tutte le interfacce, non solo localhost per questo è necessario modificare il file /etc/mysql/my.cnf e commentare la riga bind-address = 127.0.0.1 salvare e uscire dal file.

#vi /etc/mysql/my.cnf
Trova la riga bind-address = 127.0.0.1 e commentatela
#bind-address = 127.0.0.1
Adesso occorre riavviare MySQL Servr usando il seguente comando
#/etc/init.d/mysql restart
Testing Mysql Networking

Ora è necessario verificare che la rete sia abilitata con il seguente comando.
#netstat -tap
L’output dovrebbe essere simile alla linea seguente
tcp 0 0 *:mysql *:* LISTEN 3281/mysqld

Configurare la password di Root di Mysql

Se vuoi configurare o cambiare la password di Root di MySQL utilizza i seguenti comandi
#mysqladmin -u root password mysqlrootpassword
Nel comando riportato sopra è necessario sostituire mysqlrootpassword con la tua password segreta. Una volta impostata la password di root è possibile verificare la password utilizzando il seguente comando
#mysqladmin -h serverip -u root password mysqlrootpassword
Una volta che si è collegati al database mysql, si dovrebbe vedere il seguente prompt MySQL
mysql>

Installazione di phpMyAdmin

Per installare la versione corrente di phpMyAdmin su un sistema Debian usate i seguenti comandi:
apt-get install phpmyadmin
Vi verrà chiesto a quale server per configurare automaticamente phpMyAdmin. Utilizzare la selezione predefinita “none”. Questo vi permetterà di configurare l’accesso a phpMyAdmin base al VirtualHost. Per ogni host virtuale che si desidera dare accesso alla propria installazione PHPMyAdmin, è necessario creare un link simbolico dalla DocumentRoot nel percorso di installazione di phpMyAdmin (/usr/share/phpmyadmin).
Cambiare la directory root dei documenti e inserire i seguenti comandi per creare il collegamento (assicurarsi di sostituire i percorsi sulla base della propria configurazione):
cd /srv/www/example.com/public_html
ln -s /usr/share/phpmyadmin
Questo comando creerà un link simbolico chiamato phpmyadmin nella tua document root.

Sicurezza di phpMyAdmin

Consigliamo di proteggere la directory phpMyAdmin utilizzando un file .htaccess e consentendo solo specificati gli indirizzi IP per l’accesso. È possibile farlo creando un file .htaccess nella directory di phpmyadmin. Fare riferimento all’esempio di file .htaccess qui sotto. Assicurarsi di sostituire gli indirizzi IP con quelli a voi necessari.
order allow,deny
allow from 12.34.56.78
deny from all

Forzare SSL

Dal momento che dovremo immettere le credenziali di accesso a MySQL quando utilizzeremo phpMyAdmin, si consiglia di utilizzare SSL per proteggere il traffico HTTP. È possibile forzare phpMyAdmin per utilizzare SSL modificando il configurazione di phpMyAdmin /etc/phpmyadmin/config.inc.php aggiungendo le seguenti righe nella sezione Server:
File excerpt: /etc/phpmyadmin/config.inc.php

$cfg[‘ForceSSL’] = ‘true’;
Per testare phpMyAdmin, aprite il vostro browser preferito e passare alla pagina https://yourdomain.com/phpmyadmin. Verrà richiesto un nome utente e password. Utilizzare il nome utente “root” nome e la password specificata durante l’installazione di MySQL. In alternativa, è possibile accedere utilizzando qualsiasi utente MySQL. Se è possibile accedere, phpMyAdmin è stato installato correttamente.

Come Gestire Pacchetti su Linux

Le distribuzioni sono normalmente composte da pacchetti (packages), ed ognuno di essi contiene una specifica applicazione o componente: ad esempio, ci possono essere pacchetti contenenti una libreria per la gestione del formato di immagini PNG, oppure una serie di font, o un browser web. Un pacchetto è normalmente fornito come codice compilato, e la sua installazione o rimozione è gestita in maniera più sofisticata rispetto ad un semplice programma di archiviazione come tar. Il programma preposto a queste funzioni è detto sistema di gestione dei pacchetti (package management system o PMS) della distribuzione. Ogni pacchetto dedicato ad un PMS contiene delle meta-informazioni come descrizione, versione, dipendenze, ecc. Il sistema di gestione dei pacchetti tiene in considerazione queste meta-informazioni per permettere ricerche, aggiornamenti automatici a versioni più aggiornate, per controllare che tutte le dipendenze di un pacchetto siano soddisfatte e/o soddisfarle automaticamente.

Gestone dei pacchetti Debian e Ubuntu

Il sistema di gestione dei pacchetti di Debian si basa sui sistemi dpkg e apt. In aggiunta a Debian una serie di altre importanti distribuzioni Linux sono derivati dal sistema Debian, Ubuntu compreso.

Advanced Packaging Tool, (apt)

Advanced Packaging Tool, conosciuto con l’acronimo APT, è il gestore standard di pacchetti software delle distribuzioni Debian e Ubuntu. Un gestore di pacchetti viene utilizzato per installare, aggiornare, verificare e rimuovere software dal sistema operativo in maniera intuitiva e aiuta a risolvere le dipendenze tra i pacchetti. APT ha la particolarità di sfruttare contemporaneamente diverse sorgenti di pacchetti (sorgenti remote FTP e HTTP, cdrom, DVD e hard disk), di gestire autonomamente diverse distribuzioni di pacchetti e di permettere velocemente l’aggiornamento del sistema operativo di una particolare distribuzione. Sotto Debian/Ubuntu si hanno tre differenti distribuzioni utilizzabili: stable, testing e unstable. La lista dei comandi seguenti può essere utilizzata sia su Debian che su Ubuntu, basta ricordarsi che su Ubuntu deve essere prefissa la parola chiave sudo per avere i privilegi di amministratore/root.

Advance Packaging Tool si basa sostanzialmente sul file /etc/apt/sources.list che contiene la lista delle sorgenti da cui attingere i pacchetti e sul comando apt-get:

apt-get install [package-name] – questo comando installa il pacchetto/i specificatiinsieme a tutte le dipendenze.
apt-get remove [package-name] – questo comando rimuove il pacchetto/i specificati, ma non le sue dipendenze.
apt-get autoremove – questo comando rimuove ogni dipendenza “orfana” che è installata ma non viene utilizzata da nessuna applicazione.
apt-get clean – rimuove i file dei pacchetti scaricati (.deb) del software già installato.
apt-get purge [optional] – combina la funzione remove e clean di uno specifico pacchetto. Rimuove anche i file di configurazione di un dato pacchetto.
apt-get update – legge i file da /etc/apt/sources.list e aggiorna il database del sistema di gestione per i pacchetti disponibili per l’installazione. Eseguire questo dopo aver cambiato sources.list.
apt-get upgrade – aggiorna tutti i pacchetti se ce ne sono di disponibili. Eseguire questo comando dopo aver lanciato apt-get update.

Mentre apt-get probabilmente fornisce le funzionalità più utilizzate della gestione dei pacchetti, apt fornisce informazioni aggiuntive che potrebbero risultare utili per il comando apt-cache.

apt-cache search [package-name] – Se si conosce il nome del software, ma apt-get install fallisce hai bisogno di ricercare nel sistema il nome del pacchetto.
apt-cache show [package-name] – l’interfaccia di ricerca fornisce solo i nomi dei pacchetti. Se hai bisogno di saperne di più su un pacchetto incluso le dipendenze, i numeri di versione e una descrizione eseguire questo.
apt-cache depends [package name(s)] – Visualizza l’elenco dei packages dipendenti dal package indicato.
apt-cache rdepends [package name(s)] – Genera un output di una lista di pacchetti che dipendono da uno specifico pacchetto.Questo elenco può essere lungo.
apt-cache pkgnames – genera una lista dei pacchetti installati sul vostro sistema.
In generale, combinando la maggior parte di questi comandi con apt-cache show si è in grado di fornire molte informazioni utili sul sistema, il software che si potrebbe desiderare di installare, e il software che è già stato installato.

aptitude

aptitude è un’altra interfaccia di front-end per apt. Esso fornisce una interfaccia grafica a linea di comando, che può essere utile per un approccio più semplice nelle attività di gestione giornaliere.

Oltre all’interfaccia grafica, aptitude fornisce una combinazione di interfaccia a riga di comando per il più delle sue funzionalità. I comandi salienti sono:

aptitude update, aptitude install, aptitude remove,aptitude clean, aptitude purge – come omologhi di apt-get counterparts.
aptitude search, aptitude show, – come omologhi di apt-cache counterparts.
aptitude download – Scarica un file deb per un dato pacchetto nella directory corrente.
Aptitude include inoltre funzionalità avanzate per l’aggiornamento “sicuro” (un aggiornamento che non rimuove pacchetti esistenti), così come impedire al sistema di aggiornare specifici pacchetti detti (“holding”).

Introduzione a /etc/apt/sources.list

Nello svolgere le sue operazioni, APT usa un file che contiene la lista delle “sorgenti” dalle quali può attingere i pacchetti. Questo file è /etc/apt/sources.list. Il contenuto di questo file ha normalmente il seguente formato:

deb [location-of-resources] [distribution] [component(s)]
ecco un esempio:

deb http://mirror.cc.columbia.edu/pub/linux/debian/debian/ lenny main contrib
La riga precedente indica il mirror Columbia University per la distribuzione “Lenny”, così come i componenti principali.

Usare dpkg

dpkg è il componente base del sistema di gestione dei pacchetti di Debian Gnu Linux, è simile a RPM, in quanto è usato per installare, disinstallare ed ottenere informazioni sui pacchetti .deb. Dpkg è viene utilizzato generalmente per installare pacchetti .deb già presenti sull’ hard disk, i pricipali modi d’utilizzo sono(per utilizzare dpkg sono necessari i permessi di root):

Installazione pacchetto: dpkg – i nome_pacchetto.deb
Disinstallazione pacchetto – dpkg -r nome_pacchetto.deb<
Controllare se un pacchetto è già installato – dpkg -l|grep nome_pacchetto
Lista dei file che compongono un pacchetto già installato – dpkg -L pacchetto
Far riprendere la configurazione di un pacchetto in caso non sia andata a buon fine – dpkg –configure -a
Forzare la disinstallazione in caso non sia avviabile – dpkg –purge –force-all nome_pacchetto
Un cenno anche ad alcune opzioni dpkg che non rigurdano i pacchetti software in se stessi ma riguardano la riconfigurazioni di alcuni importanti elementi del sistema operativo, quali:
Riconfigurazione del server grafico Xorg (da utilizzare in caso non partisse l’interfaccia grafica) – dpkg-reconfigure xserver-xorg
Riconfigurazione del server grafico Xfree (quasi obsoleto) – dpkg-reconfigure xserver-xfree86

Gestione dei pacchetti Fedora e CentOS

Fedora e CentOS sono distribuzioni strettamente correlate tra loro. Le loro principali differenze derivano da come i pacchetti vengono scelti per l’inclusione nel loro repository. Dal punto di vista di gestione dei pacchetti gli strumenti sono molto simili. Entrambi i sistemi utilizzano il programma di yum come front-end per interagire con il repository di sistema e installare le dipendenze, e comprenderà anche uno strumento di livello più basso chiamato yumc he ti permette di interagire con i singoli pacchetti rpm.

Yellow Dog Updater, modificato (yum)

Lo strumento yum è stato inizialmente sviluppato per il sistema di Yellow Dog Linux per sostituire l’allora Yellow Dog Updater (yup). RedHat trovò lo strumento di yum essere una preziosa aggiunta ai loro sistemi. Yum oggi è il pacchetto di default e strumento di gestione dei repository per un certo numero di sistemi operativi.

Dalla linea di comando puoi utilizzare i seguenti comandi yum:

Aggiornamento completo del sistema operativo – yum update
Installazione di un pacchetto – yum install …
Rimozione di un pacchetto – yum remove nomepacchetto
Cercare un pacchetto all’interno di quelli disponibili nei repository – yum search parola_chiave
Avere una lista di pacchetti – yum list
Avere una lista di pacchetti e filtrare in base ad un pattern – yum list |grep

RPM package manager

RPM, Red Hat Package Manager. Utility per installare, disinstallare, aggiornare, interrogare, verificare e costruire pacchetti software. Un package costruito con RPM è un archivio di file e informazioni che potranno essere richiamate una volta che il package è stato installato. RPM permette di installare programmi, già compilati, con una facilità e rapidità estrema sul proprio sistema Linux (è l’equivalente di un setup.exe su Windows). RPM è usato da RedHat e da altre distribuzioni, è importante utilizzare gli RPM adatti per il proprio sistema: un RPM realizzato per RedHat 6.2, per esempio, difficilmente funzionerà su RedHat 7.2. RPM gestisce automaticamente le “dependencies”: se si prova ad installare un RPM che richiede librerie o programmi non presenti o non abbastanza aggiornati sul sistema, l’installazione fallisce e viene indicato quali file mancano. Analogamente, se si prova a rimuovere un package che contiene file utilizzati da altri programmi, viene dato un messaggio di errore. Gli RPM automaticamente distribuiscono i file di un pacchetto nelle directory giuste (logs in /var/log, file di configurazione in /etc/, binari in /usr/bin o /usr/sbin, script di startup in /etc/rc.d/init.d/ ecc.) e verificano la presenza di conflitti o installazioni più recenti. Un RPM non cancella mai nulla che non abbia installato. Se deve sostituire o cancellare un file di configurazione, per esempio, mantiene il file esistente aggiungendo il suffisso .rpmsave.
Comandi:
rpm -i [opzioni] [pacchetti] – Installazione pacchetti RPM
rpm -U [opzioni] [pacchetti] – Aggiornamento di pacchetti RPM
rpm -e [opzioni] [pacchetti] – Disinstallazione di pacchetti RPM
rpm -q [opzioni] [pacchetti] – Interrogazione di pacchetti RPM
rpm -V [pacchetto] – Verifica pacchetto RPM

Introduzione a: /etc/yum.conf

Il file che si trova in / etc / yum.conf fornisce opzioni di configurazione a livello di sistema per yum, oltre ad informazioni sui repository. Le informazoni sul repository possono essere ubicate anche in file con estensione. repo in / etc / yum.repos.d

Le opzioni nella stanza [principale] sono piuttosto auto-esplicative:

logfile=/var/log/yum.log
cachedir=/var/cache/yum
Per definire una nuova “stanza” per un nuovorepository usare il seguente template, sostituendo le stringhe in maiuscolo con i valori attuali:

[REPO-NAME]
name=REPOSITORY-NAME
mirrorlist=HTTP-ACCESSIBLE-MIRROR-LIST
#baseurl=BASE-URL-FOR-REPOSITORY
gpgcheck=BOOLEAN-VALUE[1-or-0]-TO-VERIFY-REPOSITORY
gpgkey=FILE-PATH-TO-GPG-KEY
L’esempio seguente è la configurazione di default per il repository “Base” in CentOS 5.2:

[base]
name=CentOS-$releasever – Base
mirrorlist=http://mirrorlist.centos.org/?release=$releasever&arch=$basearch&repo=os
#baseurl=http://mirror.centos.org/centos/$releasever/os/$basearch/
gpgcheck=1
gpgkey=file:///etc/pki/rpm-gpg/RPM-GPG-KEY-CentOS-5

Molto interessante.

Comandi Linux più Utilizzati

In questa guida puoi trovare i comandi maggiormente utilizzati.

clear Pulisce la finestra del terminale

[root@test~]$ clear
ls Mostra il contenuto di una directory

[root@test~]$ ls
[root@test~]$ ls -l
cat Mostra il contenuto di un file nel terminale

[root@test~]$ cat filename.extension
rm Rimuovere un file

[root@test~]$ rm filename.extension
[root@test~]$ rm -i filename.extension
[richiesta di conferma prima di rimuovere il file]
[root@test~]$ rm -f filename.extension
[forza la rimozione del file indipendentemente se è preotetto da scrittura o aperto]
[root@test~]$ rm -r directory
[rimuove i file della directory]
cp Copiare un file

[root@test~]$ cp file1.ext file2.ext
[root@test~]$ cp file1.ext /some/other/location/file2.ext
[root@test~]$ cp file1.ext user@some.other.server:~/some/other/location/file2.ext
passwd Cambiare la password

[root@test~]$ passwd
[root@test~]$ passwd SomeNewUser
[root access only]
motd Messaggio del giorno

[root@test~]$ motd
finger Programma che fornisce informazioni sugli utenti.

[root@test~]$ finger -p
Login Name Tty Idle Login Time Office Office Phone
xuser pts/0 Oct 22 22:04 (ool-4578671d.dyn.optonline.net)
startx Avvia il sistema a finestre.

[root@test~]$ startx -dpi 300 -depth 32
less Mostra i contenuti di un file nel terminale una pagina alla volta

[root@test~]$ less filename.ext
[root@test~]$ less +G filename.ext
[start from end]
info Mostra la documentazione e i dettagli delle shells, utilities e programmi.

[root@test~]$ info
[root@test~]$ info less
lpr Inviare un file alla stampante

[root@test~]$ lpr filename.ext
[root@test~]$ lpr -# 3 filename.ext
[3 copies]
grep cercare i file per stringa

[root@test~]$ grep “needle” haystack.ext
[root@test~]$ grep -i “neEdlE” haystack.ext
[root@test~]$ grep -i -r “neEdlE” directory/
head Visualizza le prime 10 linee di un file

[root@test~]$ head filename.ext
tail Visualizzare le ultime 10 linee di un file

[root@test~]$ tail filename.log
[root@test~]$ tail -f filename.log
[don’t exit // realtime]
mv Muovere o rinominare un file

[root@test~]$ mv filename.ext /some/other/directory/
[root@test~]$ mv filename.ext newname.ext
[rename]
file Visualizzare le informazioni sul contenuto di un file

[root@test~]$ file program.php
program.php: PHP script text
[root@test~]$ file archive.tar.gz
archive.tar.gz: gzip compressed data, from Unix
echo Copiare le stringhe sul terminale

[root@test~]$ echo Hello Think-Lamp
[root@test~]$ echo * | wc
date Visualizzare data e ora

[root@test~]$ date
[root@test~]$ date -R
cal Visualizzare il calendario

[root@test~]$ cal
[root@test~]$ cal -y 2009
gzip Comprimere un file

[root@test~]$ gzip filename.etx > archive.gz
[root@test~]$ gzip -f -q filename.etx > archive.gz
[force and supress errors]
[root@test~]$ gzip -f -q -r directory/ > archive.gz
gunzip Decomprimere e comprimere un file

[root@test~]$ gunzip archive.gz
which Mostra il percorso per un comando

[root@test~]$ which echo
[root@test~]$ which less
whereis Consente di visualizzare i percorsi per le posizioni dei comandi

[root@test~]$ whereis echo
[root@test~]$ whereis less
who LIsta deegli utenti attualmente connessi

[root@test~]$ who
[root@test~]$ who -b
w Mostra l’elenco degli utenti collegati con il dettaglio delle risorse che utilizzano

[root@test~]$ w
mesg Configura le opzioni necessarie per permettere ad altri utenti di scrivervi dei messaggi.

[root@test~]$ mesg
write Inviare un messaggio ad un altro utente

[root@test~]$ write xuser
hello! This is test message

[xuser@test~]$
Message from [root@test~]$ on pts/1 at 13:25 …
hello! This is test message
talk Permette di effettuare conversazioni in tempo reale con altri utenti

[root@test~]$ talk xuser@test

[xuser@test~]$
Message from root@test
talk: connection requested by root@test.
talk: respond with: talk xuser@test
chmod Cambiare i permessi per l’accesso ai file

[root@test~]$ chmod 775 file.ext
[root@test~]$ chmod -r 777 directory/
CHMOD can also to attributed by using Numeric Permissions:

400 read by owner
040 read by group
004 read by anybody (other)
200 write by owner
020 write by group
002 write by anybody
100 execute by owner
010 execute by group
001 execute by anybody
____
777 read/write/execute by everybody
mkdir Creare un directory

[root@test~]$ mkdir newdirectory
rmdir Rimuovere un directory vuota

[root@test~]$ rmdir newdirectory
ln creare un link ad un file esistente

(hard link) [root@test~]$ ln targetfile.ext linkname.ext
(soft link) [root@test~]$ ln -s targetfile.ext linkname.ext
df Mostra tutti i filesystems montati

[root@test~]$ df
[root@test~]$ df -h
top Mosra la lista aggiornata dei processi attivi

[root@test~] top
# Once in TOP screen, use shift+F to select ‘sort by’ field.
# Once in Top screen, use Shift+R to ‘sort’ ascending OR descending
tty Visualizza il nome del terminale in cui è stato emesso il comando

[root@test~] tty
kill Blocca un processo tramite il PID (Process Identification Number) o job number

[root@test~] kill -p 2345
jobs Mostra i processi fatti partire dalla shell corrente

[root@test~] jobs
[root@test~] jobs -l
netstat Mostra le connessioni di rete

[root@test~] netstat -a -e